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a cura di Gianluca Saponaro
Processo normativo UE: coinvolti gli enti locali
La legge n. 11/2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 15 febbraio 2005, contiene “Norme generali sulla partecipazione dell’Italia al processo normativo dell’Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari”.
Segnaliamo il rilievo costituito dall’articolo 6 relativo alla partecipazione degli enti locali alla formazione degli atti normativi comunitari.
Al comma 1 viene infatti sancito che le Associazioni rappresentative degli enti locali, su tutti i progetti e gli atti di loro interesse, possono trasmettere, tramite la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, osservazioni al Presidente del Consiglio dei Ministri o al Ministro per le politiche comunitarie, e possono inoltre richiedere che gli stessi siano sottoposti all’esame della Conferenza.
Il comma 2, inoltre, prevede la possibilità per gli enti locali di designare, secondo modalità da stabilire nell’ambito della Conferenza Stato-città, alcuni esperti che parteciperanno alle riunioni, convocate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, vertenti sulle materie che investono le competenze degli enti locali.
Infine l’articolo 7, comma 2, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di partecipazione democratica, richiamati dall’articolo 1 comma 1, contempla la possibilità per Anci, Upi e Uncem di partecipare ai lavori di apposite sessioni di studio che il Presidente del Consiglio dei Ministri, o il Ministro per le politiche comunitarie, organizza in collaborazione con il CNEL.
In definitiva, la legge rappresenta un decisivo rafforzamento della posizione delle Associazioni rappresentative delle autonomie locali, le quali vedono aumentare il loro ruolo, in sede di Conferenza Stato-città, nella partecipazione attiva alla formazione degli atti normativi comunitari, contribuendo sempre di più alla realizzazione di quella coesione che sola può garantire la costruzione di una Unione europea più equa e condivisa, in cui tutti gli interessi della democrazia di base, non ultimi quelli dei territori montani, possano essere rappresentati con più forza e con maggiore efficacia.
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