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a cura di Maria Teresa Pellicori
FONDI UE: SEGNALI PREOCCUPANTI PER LE POLITICHE REGIONALI
BORGHI: “DAREMO BATTAGLIA A WROCLAW”
Alla vigilia del vertice europeo di Wroclaw, che vedrà insieme il 19 e 20 maggio prossimi oltre 300 presidenti di regione e sindaci dell'Unione Europea per il “Vertice europeo delle regioni e delle citta”, promosso dal Comitato delle Regioni per discutere sui tre pilastri del decentramento: coesione, competitività e democrazia locale, il Presidente dell’Uncem e membro del Cdr Enrico Borghi annuncia battaglia per il mancato recepimento, nella bozza di documento finale, della richiesta di portare a 1,24 la percentuale del PIL dell’Unione da riservare alle politiche regionali.
Posizione, tra l’altro, condivisa dai membri del Cdr durante i lavori dell’ultima assemblea plenaria.
“Contrariamente a quanto originariamente previsto - ha detto il Presidente Borghi - sta prendendo piede la tesi della riduzione dei fondi per le politiche regionali, una tesi estremamente pericolosa per l’Italia e per le stesse politiche di coesione territoriale.
Il Presidente Strauß deve ricordarsi di essere anzitutto il Presidente di tutto il Cdr, e come tale deve spogliarsi della nazionalità per farsi garante di tutti e tradurre concretamente nel documento finale del summit i principi già concordati nell’ultima plenaria, e che portavano alla conclusione della richiesta dell’1,24 %”.
“Inoltre - ha aggiunto Borghi - stupirebbe il mancato richiamo, nel documento finale di Wroclaw, al nuovo articolo 220 della Costituzione Europea, che se non è ancora stato digerito da qualche eurocrate, è comunque patrimonio assodato della nuova Carta della UE e su cui non intendiamo accettare mediazioni a ritroso”.
Se la conclusione fosse davvero l’1,14%, l’Italia perderebbe fondi necessari allo sviluppo e alla coesione territoriale, con gravi conseguenze per le politiche di investimento per gli enti locali.
“Mi auguro - conclude Borghi - che il nostro appello venga raccolto a Wroclaw, e sostenuto in primo luogo dai membri della delegazione italiana del Cdr”.
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