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a cura di Maria Teresa Pellicori
BORGHI “TRASFERIRE LE MERCI SU ROTAIA, MA INDENNIZZARE I TERRITORI MONTANI COINVOLTI”
“L’ennesimo incidente in un traforo alpino dimostra la progressiva insostenibilità di un sistema di trasporti tutto incentrato sulla gomma, e la necessità di attuare serie e autentiche politiche di trasferimento del traffico merci su rotaia”.
Così il presidente dell’Unione Nazionale dei Comuni e delle Comunità montane Enrico Borghi, che torna a sottolineare la necessità di politiche condivise dai diversi soggetti che insistono sul territorio.
“Questo però deve avvenire con il forte coinvolgimento dei territori montani, delle loro popolazioni e degli enti locali che le rappresentano, che non possono essere considerate alla stregua di spettatori o peggio ancora di soggetti passivi di scelte compiute sopra le loro teste.
Bisogna attuare con forza il principio di sussidiarietà nelle scelte che si compiranno per la riconversione del traffico dalla gomma al ferro, predisponendo anche specifici controvalori e indennizzi per i territori montani destinati ad essere chiamati a fare sacrifici in tal senso”.
La necessità di attuare un meccanismo fiscale per il quale torni alla montagna una percentuale di quanto la montagna elargisce, sia in termini di risorse energetiche sia in termini di “ospitalità” del territorio alle infrastrutture di varia natura, che rispondono più a logiche nazionali e internazionali che a politiche di sviluppo dei territori medesimi, è una delle battaglie che da più tempo contraddistingue l’azione dell’Uncem.
“Non si dica che è un problema di risorse, visti anche i congrui trasferimenti statali a sostegno delle ferrovie dello Stato disposti mentre si tagliava il Fondo Nazionale della Montagna.
È un problema di volontà, e di modello: se si crede nel modello sussidiario, oppure se si vuole perseguire un arcaico modello centralista ormai impraticabile, come dimostrano anche le recenti vicende della Val di Susa”.
a cura di Maria Teresa Pellicori
LA SVIZZERA ADERISCE A SCHENGEN, NUOVE PROSPETTIVE PER LE AREE ALPINE
BORGHI: “DALLA SVIZZERA UNA SPLENDIDA NOTIZIA IN CONTROTENDENZA PER LE AREE ALPINE”
“Una splendida notizia in controtendenza, che apre nuove prospettive alle aree alpine”.
Così Enrico Borghi, presidente dell’UNCEM, commenta l’esito del referendum con il quale il popolo della Confederazione Elvetica ha approvato l’adesione della Svizzera agli accordi di Schengen sulla libera circolazione delle persone.
“Ancora una volta i nostri cugini elvetici ci danno lezioni di democrazia e di lungimiranza – osserva Borghi –.
Mentre il vento dell’antieuropeismo soffia in Francia e Olanda, contagiando anche qualche ultrascettico di casa nostra, oltre il Sempione si riconosce all’Unione Europea una grande forza di attrazione e un riferimento essenziale per vincere le sfide della competizione globale”.
“Il voto svizzero di domenica – prosegue il presidente dell’UNCEM – potrà avere conseguenze importanti anche per l’arco alpino, dalle più banali come la scomparsa di lunghe code alla frontiera da e per la Svizzera alle più importanti come la progressiva integrazione dei regimi giuridici tra Confederazione Elvetica e Unione Europea. Certamente, è il passo fondamentale per iniziare a costruire soggetti comuni di gestione per la programmazione e l’utilizzo dei nuovi fondi strutturali Interreg, per la realizzazione di progetti di sviluppo sull’arco alpino che presuppongono unità gestionali miste”
“Mi auguro – conclude Borghi – che sulla scorta di questa positiva novità vengano rilanciati i rapporti bilaterali fra Italia e Svizzera, per giungere alla creazione di organismi comune italo-elvetici di gestione e programmazione dei fondi Interreg ai quali affidare il compito di governare congiuntamente tematiche essenziali quali la politica dei trasporti alpini, dello sviluppo delle aree montane, dell’ambiente e della valorizzazione del territorio”.
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