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a cura di Maria Teresa Pellicori
BORGHI (UNCEM): "CANCELLARE COMUNITA' MONTANE SIGNIFICA UCCIDERE I PICCOLI COMUNI DI MONTAGNA, QUASI META' DEI COMUNI ITALIANI"
"Si elimina l'Ici ai Comuni, gli si blocca manovra su aliquote e tariffe e gli si trasferisce personale e funzioni Comunità Montane: e chi paga?"
"Cancellare le Comunità Montane significa uccidere i piccoli Comuni".
Enrico Borghi, presidente dell'Uncem, torna sulle dichiarazioni del ministro Tremonti che ha annunciato la volontà di abrogare le Comunità Montane e trasferire obbligatoriamente funzioni ai comuni nei provvedimenti allo studio del governo.
"E' sorprendente leggere che si vogliono abrogare gli enti che oggi sollevano i piccoli e piccolissimi comuni di montagna da incombenze come le scuole, il trasporto scolastico, la raccolta e smaltimento dei rifiuti, l'agricoltura, i servizi sociali, l'assetto idrogeologico, la prevenzione incendi, la protezione civile tanto per citarne i più importanti e poi al tempo stesso tornare a ridare queste responsabilità ai Comuni togliendo soldi e risorse".
"L'abolizione delle Comunità Montane metterebbe sul lastrico tutti i piccoli Comuni di montagna, che sono quasi la metà dei Comuni italiani. Ai quali si toglie oggi l'autonomia dei proventi Ici (che quindi domani con la Finanziaria potranno essere ulteriormente decurtati), gli si blocca per decreto ogni possibilità di manovra su aliquote e tariffe, e per soprappeso gli si trasferiscono funzioni e personale oggi in capo alle Comunità Montane mentre i soldi se li tiene lo Stato. E chi paga?".
"Lunedì - conclude Borghi - scriveremo una lettera ad ogni Sindaco di piccolo comune di montagna, affinché sappia che qualora l'idea del governo diventasse realtà sarà lasciato solo di fronte alla complessità dei problemi, oppure obbligato a procedere alla fusione per decreto del proprio Comune con altri per evitare di essere strangolato da responsabilità e carenza di risorse.
Con buona pace dell'autonomia e del federalismo".
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