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Venerdì, 20 giugno 2008
a cura di Maria Teresa Pellicori

Prignachi (Vicepresidente Uncem): finalmente chiaro il disegno Anci di eliminare Comunità montane per Unioni di Comuni

A Guerra rispondo con invito alla collaborazione costruttiva sul territorio

Il Vicepresidente vicario Uncem Valerio Prignachi, assessore alla provincia di Brescia, replica alle dichiarazioni del coordinatore nazionale Anci delle Unioni di Comuni Mauro Guerra, che ieri ha chiesto alle Regioni, e in particolare alla Lombardia, di stoppare il progetto di legge di riordino delle Comunità montane, pena l’intervento dell’Anci con modifiche al ddl per salvaguardare le Unioni dei Comuni.

Finalmente – dice Prignachi – l’Anci esce allo scoperto, tratteggiando il disegno di eliminare le Comunità montane a favore delle Unioni dei Comuni. Peccato che le Comunità montane siano già Unioni di Comuni, per legge, storia e tradizione pluriennale.
Inoltre
– aggiunge il Vicepresidente Uncem – se chiudiamo le Comunità montane in ogni caso bisogna ricostruire un livello di aggregazione sovracomunale in grado di sostenere i piccolissimi comuni di montagna, altrimenti incapaci di erogare servizi essenziali ai cittadini.
Ci chiediamo pertanto dove sia il risparmio.
In ogni caso riteniamo che le Regioni debbano portare a compimento il già avviato lavoro di riordino del territorio montano, come richiesto dalla Finanziaria, peraltro in molte realtà quasi concluso
”.

Vorrei ricordare a Guerra – aggiunge ancora Prignachi – e con rimpianto i tempi nei quali Anci e Uncem lavoravano insieme su azioni e progetti. Un’esperienza per tutte: il progetto di attivazione degli Sportelli Unici, che ha visto la sua prima applicazione in una Comunità montana, proprio grazie alla sinergia tra le nostre associazioni.
Quanto al merito, non si capisce perché si chieda di vanificare il lavoro assegnato alle Regioni dalla Finanziaria, e che porterà a valorizzare le specificità territoriali seppure all’interno di una cornice nazionale.
E proprio alla regione a cui Guerra chiede di stoppare il riordino, la Lombarda, e in particolare all’assessore Colozzi, va invece il riconoscimento di un approccio non dogmatico e di un intervento sul territorio articolato ed esemplare.
Dopo il riordino, inoltre, l’Uncem lavorerà per evitare la duplicazione di enti e organismi che si sovrappongono sul territorio, con una conseguente moltiplicazione di spese e di competenze e a scapito dell’efficienza amministrativa.
E questo a tutto vantaggio dei Comuni
”.

Sono stato per 15 anni – conclude Prignachi – sindaco di un Comune di 600 abitanti a oltre 1000 metri di quota. Parlo quindi con l’esperienza di chi ha lavorato su questi temi quotidianamente.
Oltretutto i dati diffusi dall’Uncem in questi giorni testimoniano una realtà efficiente come quella delle Comunità montane, in grado di attivare investimenti e servizi sul territorio, grazie alla capacità di inserirsi nei circuiti regionali ed europei, per oltre 2 miliardi di euro, a fronte di trasferimenti statali che l’anno prossimo saranno meno di 120 milioni
”.




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