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a cura di Maria Teresa Pellicori
SCUOLE DI MONTAGNA: VIVA PREOCUPAZIONE DELL'UNCEM
INCONTRO URGENTE CON MINISTRO ISTRUZIONE E SESSIONE DEDICATA DELL'UNIFICATA
Borghi : "Non scardinare impianto che assicura diritto all'istruzione e coesione. Con gli istituti comprensivi la scuola di montagna ha fatto scuola."
Viva preoccupazione dell'Uncem per le notizie di questi giorni circa i programmi di riorganizzazione dell'istruzione, con particolare riguardo alla scuola dell'obbligo, che stanno tenendo in allarme gli oltre quattromila piccoli Comuni montani italiani, dove la scuola rappresenta la garanzia del diritto all'istruzione e il principale presidio per garantire la coesione sociale in un territorio già di per sé complesso.
"La questione è molto delicata - dice il Presidente dell'Uncem Enrico Borghi, che ha chiesto al ministro Gelmini un incontro urgente e la convocazione di una sessione straordinaria della Conferenza Unificata dedicata a questo tema - e necessita di una immediata apertura di confronto.
La scuola italiana ha avuto proprio nei territori montani un esempio di riorganizzazione importante, sia sotto il profilo funzionale sia sotto quello del miglioramento della qualità formativa grazie alla nascita degli istituti scolastici comprensivi previsti dalla "Legge sulla Montagna", la legge 97 del 31 gennaio 1994.
Grazie a quella norma si può dire che la scuola di montagna abbia fatto scuola, considerato che lo strumento dell'istituto comprensivo è stato poi esteso all'intero territorio nazionale con risultati positivi.
Lungo quel versante, il sistema delle autonomie locali della montagna italiana - Comuni e Comunità Montane - hanno avviato una politica di riorganizzazione scolastica, di investimenti sull'ammodernamento delle infrastrutture e di sperimentazione di modelli innovativi che hanno avuto il pregio da un lato di raccordare la scuola con il territorio e dall'altro di non sguarnire la montagna italiana di un presidio essenziale, oltre che di un diritto per le giovani generazioni di queste aree".
Il livello di presidio e di qualità formativa assicurato dalla scuola rischia oggi di essere compromesso se si realizzeranno alcune iniziative diffuse dalla stampa, sebbene non ancora ufficializzate dal ministro.
Non considerare il tema della specificità montana nell'approccio alle politiche di riordino rischia di creare condizioni di involuzione su un settore così delicato e fondamentale, che da un lato assicura la parità dei diritti e dall'altro garantisce la coesione sociale del Paese.
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