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a cura di Maria Teresa Pellicori
UNCEM A CASSA DEPOSITI E PRESTITI: LAVORIAMO INSIEME SU SVILUPPO MONTAGNA
Borghi: "Nuove competenze interessano da vicino gli investimenti sul territorio montano attraverso il rinnovato ruolo delle Comunità montane".
L'attribuzione alla Cassa Depositi e Prestiti di competenze direttamente connesse con l'attivazione dei processi di crescita economica e sviluppo del territorio incrocia le proposte che l'Uncem ha recentemente avanzato al Presidente del Consiglio Berlusconi e al Ministro dell'Economia Tremonti sul tema della ripresa economica.
Le risorse che insistono sul territorio montano e per l'utilizzo delle quali l'Unione chiede regole chiare e il coinvolgimento diretto delle istituzioni locali, necessitano di due elementi per poter essere messe a sistema: sviluppo economico e sostenibilità.
In altre parole, una governance adeguata e la presenza di capitali disponibili agli investimenti di start up, anche alla luce della recente riforma delle Comunità montane realizzata da 12 regioni ordinarie su 15, che chiarisce in maniera definitiva come questo ente non sia il quarto livello di governo, ma un soggetto istituzionale con funzioni di agenzia dello sviluppo locale e di aggregazione dei piccoli comuni in chiave sussidiaria.
Per questo, il Presidente dell'Uncem Enrico Borghi chiede al neoeletto Presidente della Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini di condividere la strategie su questo versante.
"Un esempio per tutti: consideriamo solo il ruolo che il risparmio postale, attraverso i libretti postali o i buoni fruttiferi - dice il Presidente Borghi - svolge oggi sul territorio montano e che continua ad alimentare esclusivamente il debito pubblico o la realizzazione di grandi infrastrutture metropolitane, invece che ritornare allo stesso territorio sotto forma di investimenti.
Acqua, legno, foreste sono risorse già presenti sul nostro territorio e aspettano solo di essere messe a sistema, e su questo le riformate Comunità montane, anche attraverso l'utilizzo degli operai forestali, che in quest'ottica potrebbero definitivamente uscire dalle secche dell'assistenzialismo per diventare la manodopera per la nuova green economy italiana, potrebbero organizzare questo ciclo combinato già da subito".
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