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Giovedì, 13 ottobre 2005
a cura di Maria Teresa Pellicori

A Bruxelles il Seminario sui sovracosti nelle aree ad handicap geografico.

Per l’Uncem il Vicepresidente Prignachi e Antonella Rossi

Si è tenuto a Bruxelles l’11 ottobre scorso il Seminario “I SIEG.
Un’opportunità per lo sviluppo tra costi e benefici. I servizi pubblici nelle zone ad handicap geografico”.
Obiettivo: dimostrare e sostenere la tesi secondo cui le attività economiche nelle zone ad handicap geografico inducono costi operazionali elevati. Il dibattito ha registrato, tra gli altri, gli interventi del Vicepresidente Vicario Uncem Valerio Prignachi e della rappresentante dell’Uncem Liguria Antonella Rossi.

La montagna - ha detto Valerio Prignachi nel corso del suo intervento - concorre al PIL nazionale per oltre il 16%, come dimostrato dallo studio Uncem-Censis.
Quella che la ricerca include nella categoria “la montagna come risorsa”, e che comprende 177 comuni, di cui l’80% localizzato lungo l’arco alpino, con meno del 3% della popolazione contribuisce al 4,5% del Pil della montagna e presenta il più alto livello pro-capite. Certo è un esempio isolato, per quanto eccezionale.
A fronte, la “montagna marginale” conta 1.343 comuni, con un valore aggiunto procapite minore della metà di quello presentato nel caso d’eccellenza. In media, però, l’indagine del Censis ha dimostrato che la montagna “vale” 165 miliardi di euro, ossia il 16,1% del valore aggiunto nazionale.
Se si considera che questo risultato viene raggiunto con una popolazione corrispondente al 18,7% degli abitanti del Paese, salta immediatamente agli occhi che la montagna contribuisce alla produzione del reddito nazionale in misura solo lievemente inferiore alla media dell’intero territorio
”.

La montagna ha perciò tutte le carte in regola per vincere la sfida alla globalizzazione - ha detto in un altro passaggio della sua relazione -.
E’ però necessario assicurare pari condizioni di partenza. E’ una questione di democraticità, oltre che di civiltà”.
Non possiamo concentrare l’attenzione solo sui problemi di natura ambientale o strutturale” - ha concluso Prignachi.
E’ l’uomo il fulcro del presidio montano, ed è chi vive i territori di montagna l’obiettivo finale delle politiche e dell’intero sistema di governance del territorio.
Bisogna riconoscere che è la presenza attiva dell’uomo, con il suo patrimonio do conoscenze e competenze, l’elemento chiave in grado di garantire la salvaguardia e lo sviluppo delle aree montane e conseguentemente di tutto il territorio di pianura
”.

I residenti in zone montane - ha rimarcato - sviluppano necessariamente, a causa della difficoltà geomorfologia ed economicosociali del territorio, un sistema di competenze e una flessibilità che li ha resi capaci, in alcuni casi, di dar vita a modelli di eccellenza esemplari per il resto della comunità”.

L’Uncem è stata inoltre rappresentata da Antonella Rossi, della delegazione ligure, che ha illustrato l’esperienza della Liguria nella gestione dei servizi pubblici per lo sviluppo dell’entroterra e della montagna.
Una relazione interessante, tesa a dimostrare, numeri alla mano, la tesi secondo cui Montagna=Risorsa.

“I dati sono stati ricavati mediante interviste telefoniche dirette agli amministratori o funzionari delle singole comunità montane o ad amministratori comunali – ha detto Antonella Rossi nell’illustrare la ricerca.
Le informazioni ricevute sono state organizzate in modo da rappresentare una fotografia del settore servizi associati calati nella realtà ligure”.
I risultati della ricerca sono stati confrontati con un’altra ricerca effettuata dall’Uncem nazionale nel 2001, che è servita come base e come parametro per una valutazione.

La maggiore concentrazione di deleghe conferite alle comunità montane è relativa al settore servizi al territorio. “Esistono settori – ha detto la Rossi – per la gestione dei quali è insufficiente l’impegno del solo comune anche al fine di ottimizzare i risultati e ridurre i costi non solo economici”.

Tra questi, la prevenzione degli incendi boschivi, il settore delle acque, quello dell’agricoltura biologica e, ultimo ma non per ultimo, quelle forme di “economie parallele” rappresentate dalla cultura stessa che l’ambiente montano ha sviluppato nella società che lo abita, difficilmente quantizzabili ma che rappresentano una risorsa preziosa da non sottovalutare.   




A picture named losoio.gif Ultimo aggiornamento: 31-08-2006; 11:56:57
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