"La crisi globale faccia riscoprire i valori della montagna"
Summit dei montanari europei a Tolosa nell'ambito della presidenza francese dell'Unione Europea
La crisi economica globalizzata faccia riscoprire agli stati e alla politica i valori della montagna, che da anni in molte parti d'Europa soffre nel silenzio quelle difficoltà di disoccupazione e di recessione che ora preoccupano città e pianure.
E' questo il senso della "Conferenza Europea dei massicci di montagna" che l'Associazione Europea Eletti della Montagna ha organizzato ieri a Tolosa nell'ambito delle iniziative assunte dalla presidenza francese dell'Unione Europa, alla quale ha partecipato anche il presidente dell'Uncem Enrico Borghi.
Il summit dei montanari europei ha preso in esame la situazione europea e mondiale, concordando sulla necessità che le autonomie locali e regionali delle montagne europee coniughino le loro stategie alla luce della profonda trasformazione in atto.
E che per la montagna significano due elementi, riassunti nell'intervento fatto da Enrico Borghi: la necessità di costruire nuove strutture politiche integrative di cooperazione tra regioni di montagna da un lato e la necessità di un ritorno della politica alle proprie responsabilità.
"Gli strumenti della cooperazione europea sulla montagna risalgono ad un'epoca fa.
Le comunità di lavoro sono state tutte fondate a cavallo tra gli anni '70 e '80: l'Arge Alp nel 1972, l'Alpe Adria nel 1978, il Cotrao nel 1982, la Convenzione delle Alpi ancora al palo venne varata nel 1991.
Le regioni devono fare un salto in avanti, perchè senza organizzazione istituzionale legislativa le montagne rischiano di essere colonizzate" ha detto Borghi, che ha puntualizzato il secondo aspetto, quello della politica economica: "Ormai è chiaro a tutti che il mercato da solo non ce la fa, anzi deve essere salvato da se stesso.
Questo vale a maggior ragione in montagna, dove c'è il rischio che la crisi economica possa indurre i possessori dei capitali ad accaparrare e dominare le risorse naturali montane come ultima ancora di salvezza delle rendite, minando con ciò alla ragione lo stesso concetto di sostenibilità su cui si regge l'economia montana.
La politica deve fare uno scatto, e governare la difficile fase di passaggio che stiamo vivendo".
Concetti questi ripresi in diversi interventi: il presidente del parlamento della regione Cantabria, Miguel Angel Palacio Garcia, ha parlato di "cogliere la crisi economica come una opportunità per noi montanari da sempre abituati a lavorare per evitare disoccupazione e recessione e spingere per lo sviluppo sostenibile" portando ad esempio in ciò la recente legge spagnola sullo sviluppo rurale sostenibile che interessa da vicino le aree montane, mentre diverse voci si sono levate per denunciare il rischio di "nuove forme moderne di schiavitù" derivanti dal controllo dell'acqua e delle energie rinnovabili montane.
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