COPERTINA
CONGRESSO UNCEM DI BOLOGNA. LA SINTESI DEGLI INTERVENTI NELLA MATTINATA DI VENERDI 6 LUGLIO 2018

11 Lug 2018
Il Congresso straordinario dell'Uncem tenutosi a Bologna non è servito "solo" a eleggere il nuovo Presidente. È stata l'occasione, grazie agli interventi in sala, di dare nuovo slancio all'Associazione. I Congressi a questo devono servire, ha ribadito più di un partecipante. 
Ad aprire l'evento è stato il Presidente della Delegazione Uncem dell'Emilia-Romagna, Giovanni Battista Pasini: "Uncem deve pienamente recuperare la fiducia di Sindaci e cittadini - ha detto - Dobbiamo interagire ed entrare in dialogo con il nuovo Governo e i Parlamentari. Non c'è e non c'è mai stato per Uncem un Governo amico e uno nemico. Dobbiamo confrontarci con tutti sulle problematiche della montagna, portando a casa concreti risultati. Ecco perché vogliamo rilanciare la nostra originaria mission. Dopo una presidenza come quella di Enrico Borghi che ha dato forza e slancio a Uncem, vogliamo rafforzare la collegialità tra tutti i soggetti che con Uncem interagiranno".
È seguito l'intervento del Vicepresidente vicario Uncem nazionale Antonio Di Maria che ha accompagnato la transizione di Uncem verso il Congresso, a partire dalle dimissioni di Borghi a inizio maggio. "Uncem entra in una fase nuova - ha spiegato Di Maria - Borghi ha trainato Uncem con forza e con competenza. Il nuovo Presidente deve avere una visione collegiale, cercando forte collaborazione con le Uncem regionali". Solo la collegialità può dare forza ai territori montani, ha precisato il Vicepresidente vicario. "Uncem - ha poi concluso - deve mantenere un ruolo istituzionale, e noi dobbiamo mettere al centro dell'azione il nostro amore per il territorio. Perché Uncem è la sola e unica Associazione che comprende e trasmette il linguaggio della montagna". 
Molto atteso l'intervento dell'ex Presidente, l'on. Enrico Borghi, alla guida di Uncem nazionale per 18 anni, dal 2000. "Il Presidente Uncem deve rappresentare 3.850 Comuni montani italiani - ha affermato - In politica ci sono delle stagioni e per me si chiude una stagione e se ne apre un'altra. Dobbiamo lavorare sulla prospettiva aprendo una nuova fase". Borghi ha poi spiegato in sintesi quali sono state le tre fasi della sua presidenza: la prima, dal 2000 al 2007 legata alla riforma delle Autonomie locali, tutta in salita; la seconda, dal 2007 al 2010 della nascente antipolitica seguita al libro "La Casta", nella quale le istituzioni montane sono state banco di prova di maldestre riforme e gravi tagli; l'ultima negli ultimi otto anni, culminata con la legge sui piccoli Comuni. "Uncem - ha aggiunto Borghi - non è mai stata collaterale ad alcuno. Il Presidente esercita il suo ruolo in autonomia, sempre, comunque e dovunque. Se oggi siamo qui è perché abbiamo messo in pratica questa autonomia. E il Presidente dell'Uncem è volto e voce di persone che a lui si affidano, con fiducia". Borghi ha chiesto di mantenere "unitarietà". "Cosa fa stare insieme è il progetto - ha detto il Deputato - Raggiungere il progetto è responsabilità dei vertici. Se il progetto è forte, è vincente qualunque sia la persona che guida Uncem".
Dal Presidente di Uncem Marche Michele Maiani, la richiesta di "trasparenza, collegialità, ma anche di una commissione capace di trasformare e snellire il nostro Statuto". 
Articolato e ricco di spunti l'intervento del Presidente Uncem Piemonte, Lido Riba. "La crisi della rappresentanza impone un ripensamento della nostra funzione - ha evidenziato Riba - Uncem deve elaborare proposte che generino interesse per il territorio che l'Associazione rappresenta. Possiamo affermare che le Valli oggi si sono salvate grazie al ruolo forte dei Comuni. E le periferie invece sono diventate il problema. Non sono un luogo, mentre i nostri paesi sono un luogo, interpretando un territorio. Che peraltro sa come dare valore alle sue 'merci'. Per farlo ci vogliono sapere e intelligenza. Su queste caratteristiche vogliamo puntare all'interno di Uncem".
Da Pierluigi Mottinelli, Presidente della Provincia di Brescia, una certezza: "Uncem è la casa della montagna,  la casa della proposta e bisogna tenere conto di tutte le opportunità, di tutte le voci, anche quelle di chi oggi non si è candidato alla presidenza puntando sull'unitarietà dell'associazione. Tutti devono sentirti a casa, protagonisti di un unico disegno". Stesso concetto ribadito dal Delegato piemontese Gian Paolo De Dominici e dal Vicepresidente Uncem Vincenzo Luciano: "Guardiamo con rispetto anche all'altra candidatura. Perché prima di tutto viene l'unità dell'associazione. Noi ci crediamo e lavoriamo affinché questa sia sempre garantita e percepita da tutti". Entrambi hanno salutato con stima il Presidente di Uncem Lombardia Tiziano Maffezzini e il Vicepresidente nazionale Uncem Alberto Mazzoleni, capaci al congresso di rappresentare una Regione importante come la Lombardia e anche forze politiche dal grande peso istituzionale nazionale e locale. Il lavoro insieme prosegue, con maggiore intensità.
A chiudere i lavori, dopo l'elezione del Presidente Bussone, nuovamente il Presidente della Delegazione Emilia-Romagna Pasini. "Abbiamo compiuto un passaggio non formale - ha detto - Con un ampia convergenza, Uncem dimostra senso di comunità. E insieme lavoriamo da oggi per costruire una proficua piattaforma programmatica, lavorando insieme, anche ringraziando chi ha scelto questa via unitaria nel corso del Congresso, puntando sulla coesione".