COPERTINA
LA TELEVISIONE NON SI VEDE IN MONTAGNA. UNCEM: "NECESSARI INVESTIMENTI IN RIPETITORI. IL DIGITALE TERRESTRE 2 PORTERA' ENORMI VUOTI. EMERGENZA DA EVITARE"

18 Lug 2017

Sono quasi cinque milioni gli Italiani che hanno difficoltà a vedere i canali Rai e l'intero bouquet del digitale terrestre. I dati rilevati dai CoReCom regionali sono allarmanti per Uncem che lancia l'ennesimo grido di allarme, insieme a decine di Sindaci delle Alpi e degli Appennini. "Una vera emergenza - secondo il Presidente nazionale, Marco Bussone - che diventerà ancora più grave con il passaggio al digitale terrestre 2. Già oggi, nelle vallate alpine e appenniniche, centinaia di migliaia di persone combattono con livelli di segnale troppo bassi e distorti, che rendono cubettosa la visione dei canali Rai, anche dei primi tre, come di tutti gli altri canali del digitale terrestre. Già due anni fa avevamo denunciato il problema, chiedendo al Governo che per nuovi ripetitori nelle aree montane venissero stanziati almeno 50 milioni di euro presi dal gettito aggiuntivo che il Mise ha incassato dal canone inserito nella bolletta elettrica. Nulla è stato fatto. E in molti casi, il sistema degli Enti locali, dal Veneto alla Campania, passando per Emilia-Romagna e Lazio, si trova a dover fare in totale autonomia e e senza supporto investimenti su sistemi di potenziamento del segnale verso i borghi e le aree interne. Non è accettabile".

Al costo per la collettività dovuto ai necessari e fondamentali investimenti di Comuni, Unioni montane, Comunità montane, ma anche di consorzi e libere associazioni di cittadini, si somma il costo che molti residenti nelle zone alpine e appenniniche hanno dovuto affrontare per dotarsi di parabole e di tvsat. "Senza contare le sovrapposizioni dei segnali digitali tra ripetitori e la confusione nella gestione dei mux. Nelle aree montane italiane, alpine e appenniniche - spiega Bussone - resta elevato il digital divide che ha la sua prima fonte nelle difficoltà di ricezione del segnale tv e radio". Uncem chiede al Governo e al Parlamento l'avvio di un tavolo di monitoraggio nazionale ma anche di impegnare subito Rai Way nel potenziamento delle infrastrutture per la trasmissione del segnale tv nelle aree montane e più interne del Paese.