COPERTINA
BANDA ULTRA LARGA E TV DIGITALE TERRESTRE: AZIONE DEL GOVERNO PER ACCELLERARE POSA INFASTRUTTURA, RIDURRE IL DIGITAL DIVIDE E GARANTIRE SEGNALE CON LE NUOVE FREQUENZE TELEVISIVE

09 Ago 2018
La posa della banda ultralarga negli oltre settemila Comuni italiani compresi nelle "aree bianche" garantirà una fortissima riduzione del divario digitale che affligge in particolare, da troppi anni, Alpi e Appennini, complicando finora sviluppo sociale ed economico. Ma bisogna fare in fretta, coinvolgendo gli Enti locali. Uncem apprezza l'impegno del Governo, confermato oggi dal Ministro dello Sviluppo economico in sede di Cobul  (Comitato interministeriale per la banda ultralarga), nell'accelerazione dei lavori da parte del concessionario Open Fiber secondo le indicazioni date nei bandi predisposti da Infratel. Positivo anche l'impegno di risorse per potenziare la rendicontazione dei fondi europei investiti sulla Bul da parte delle Regioni (Fesr, Fsr e Psr). "Possiamo aggiungere che Uncem, come Anci - spiega il Presidente nazionale Marco Bussone - da almeno due anni è a disposizione per iniziative di formazione e aggiornamento dei Sindaci e delle Amministrazioni comunali, finora troppo poco informati di quanto sta succedendo, cioé dei lavori che purtroppo hanno già subito un rallentamento. I cantieri dovranno portare fibra ottica e sistemi senza fili, per internet ad altissima velocità fra i 30 e i 100 mbs, nelle case di tutti i Comuni compresi nelle aree bianche, cioé quelli dove gli operatori non investono loro risorse sulle reti e vi è dunque l'intervento statale, con fondi europei e delle Regioni. Infratel e Open Fiber devono rispettare i tempi. Il ritardo ci preoccupa molto".

Uncem chiede un'azione forte anche sul fronte tv e sul nuovo standard che cambierà il digitale terrestre a partire dal 2019, per effetto delle frequenze televisive destinate al 5G della telefonia mobile. "Troppi italiani che risiedono nelle valli alpine e appenniniche - evidenzia il Presidente Uncem - hanno difficoltà a vedere i canali Rai. Per questo, ribadiamo la richiesta: 50milioni di euro l'anno, presi dal gettito aggiuntivo del canone per il possesso di un televisore, inserito in bolletta, da destinare agli Enti locali per interventi di potenziamento dei ripetitori nelle valli". Positivo l'impegno del Governo con gli operatori televisivi locali, anima di informazione e intrattenimento. La preoccupazione Uncem per chi vive nelle valli diventa ancor più forte oggi con il nuovo Dgtv in arrivo. Tutti i cittadini dovranno adeguare i decoder dei televisori e gli Enti locali devono essere messi nelle condizioni di sistemare i ripetitori che hanno realizzato per evitare la 'visione cubettosa' in centinaia di migliaia di case delle zone montane del Paese. "Senza l'intervento di Unioni e Comunità montane, dieci anni fa con il primo switch off del digitale terrestre, la situazione sarebbe ancor più grave di quanto lo è oggi - conferma Bussone - Ci risultano infatti almeno 4 milioni di italiani, residenti nelle zone alpine e appenniniche che registrano difficoltà nell'accesso al servizio televisivo. E dunque adesso chi garantisce le risorse per adeguare gli impianti? Siamo pronti a fare un lavoro di mappatura con il Mise, AgCom e CoreCom. Portare la banda ultralarga alle torri esistenti sarebbe già un primo passo, anche per tv e telefonia. Serve però una strategia, che siamo pronti a costruire con il Ministero".