COPERTINA
A DUE ANNI DAL TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA. UNCEM: PREZIOSE PAROLE DI MONS. POMPILI. "VALE LA PENA DI VIVERE QUI TRA QUESTE MONTAGNE? SI', NE VALE LA PENA", STIMOLO PER POLITICA E ISTITUZIONI

23 Ago 2018

"Vale la pena di vivere tra queste montagne se prevenzione e investimenti sulla viabilità rompono il cerchio dell’isolamento fisico. Sì, ne vale la pena! Basta allargare lo sguardo oltre il presente, non vedere più solo macerie, ma gru! E questo grazie allo spirito di intelligenza, di responsabilità e di dedizione di tanti". Le parole del Vescovo di Rieti Monsignor Domenico Pompili pronunciate nella messa di stamani ad Amatrice, a due anni dal sisma del 24 agosto 2016, sono particolarmente importanti e significative anche per la politica e le istituzioni. Uncem le ha accolte come stimolo per gli Enti locali delle valli appenniniche di Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio colpite dal terremoto, ma anche per tutti i rappresentanti politici, per tutto il sistema-montagna nazionale. Ci credono profondamente i Presidenti delle quattro delegazioni regionali Uncem, Agnese Benedetti (Umbria), Antonio Innaurato (Abruzzo), Michele Maiani (Marche), Achille Bellucci (Lazio), da subito attivi vicino ai Comuni colpiti dal terremoto e oggi nella ricostruzione. "Vale la pena di restare o di tornare se ritroviamo lo 'spirito' di questa terra - ha affermato Pompili nella messa -, terra che è unica come i tanti piccoli centri dell’Appennino, abbandonati in nome di criteri solo economici e funzionali. Vale la pena di affrontare la ricostruzione privata e pubblica, se la burocrazia non paralizza lo ‘spirito’, cioè la buona volontà, dei singoli e delle istituzioni". 

"Come Uncem vogliamo lavorare con il Commissario per la ricostruzione, con le Regioni e con chi coordina gli interventi - afferma il Presidente nazionale Marco Bussone - per dare un pieno senso concreto alle parole del Vescovo di Rieti. Vale la pena di restare in tutti i centri, in tutti i borghi di Alpi e Appennini, ma la politica non può essere timida. Si tratta di aree fragili, dove terremoti, dissesto, frane, valanghe, complicano residenzialità, servizi e sviluppo sociale ed economico. La Strategia nazionale aree interne, anche nelle aree del sisma, sta offrendo opportunità importanti per unire alla ricostruzione con mattoni la rigenerazione delle comunità, con nuove attività economiche, con luoghi riconosciuti dove incontrarsi e condividere le necessità. Uncem ci crede profondamente e ringrazia Mons. Pompili per le sue parole, chiare e efficaci per tutti. La comunità è la parola chiave del futuro delle aree montane, anzi, di tutti i sistemi territoriali che compongono l'Italia".