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Il Consiglio regionale non accoglie l'emendamento per garantire la
copertura degli stipendi dei dipendenti delle Comunità montane. Le
Terre Alte messe ai margini da scelte irresponsabili
Profondamente grave la scelta del Consiglio regionale di non
garantire le risorse finanziarie indispensabili per i territori
montani e per i soggetti istituzionali riconosciuti dallo Statuto
della Regione Piemonte, chiamati a garantire servizi e sviluppo.
Ancora una volta, la montagna viene deliberatamente lasciata ai
margini delle scelte del Palazzo. E' più facile sottrarre le risorse
alle aree marginali, che garantire fondi adeguati per il sistema degli
enti montani. Il respingimento dell'emendamento al Bilancio di
previsione che portava a 18 milioni di euro il "fondo regionale
montagna" colpisce drammaticamente i lavoratori, le persone ogni
giorno impegnate nelle Comunità montane. I 22 enti non potranno pagare
gli stipendi di tutti i 435 dipendenti. Mancano il 30 per cento
delle risorse necessarie. Viene contraddetta - per il secondo anno
consecutivo - la legge regionale 16 del 1999 che stabiliva per la
copertura del "fondo montagna" la destinazione del 20 per cento sul
consumo del gas metano.
"Non possiamo accettare un'azione che distrugge il sistema delle Terre
Alte - affermano il presidente Uncem Piemonte Lido Riba e il
vicepresidente Giovanni Francini - lasciando per strada persone che
ogni giorno si impegnano per creare nuove opportunità di sviluppo
sociale ed economico, che garantiscono i servizi alla collettività,
che si preoccupano del mantenimento della protezione del territorio.
Mille posti di lavoro messi a rischio, compromessi da una scellerata
scelta politica, presa con leggerezza e senza tener conto delle
chiarissime leggi regionali in materia. L'Uncem non può accettarlo e
si muoverà nelle sedi competenti affinchè le leggi vengano rispettate
e siano finanziate come gli stessi articoli prevedono".