COPERTINA
Veneto, Comunita' montane: proposta di legge Pdl-Pd crea Unioni comuni

26 Lug 2012

Si intitola ''Norme in materia di unioni montane'' e rappresenta una ciambella di salvataggio per le comunita' montane venete, destinate altrimenti a cessare la propria esistenza il 31 dicembre prossimo: si tratta del progetto di legge 'bipartisan' depositato in Consiglio da Pdl e Pd, con le firme di Costantino Toniolo e Piero Ruzzante, rispettivamente presidente e vicepresidente della commissione Affari istituzionali del Consiglio, e dei due consiglieri bellunesi Dario Bond e Sergio Reolon. Il testo depositato va a integrare la legge regionale sui servizi associati approvata in Consiglio il 27 aprile scorso (norma che - in ossequio alla disciplina nazionale - fissa al 31 dicembre l'epilogo delle Comunita' montane) e trasforma le comunita' montane in unioni di comuni, con la stessa delimitazione territoriale delle attuali comunita' montane, eccetto quella di Belluno e Ponte composta da soli due comuni, entrambi con piu' di 5 mila abitanti, che potranno solo associarsi ad altre unioni montane. Le unioni montane, una volta costitute, potranno infatti modificare i propri confini, a patto che la loro popolazione non risulti inferiore ai 5 mila abitanti ''Le unioni montane - si legge nel testo - succedono in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi della corrispondente comunita' montana e continuano ad esercitare le funzioni e a svolgere i servizi che svolgevano le comunita' montane''. Ogni unione montana sara' retta da un consiglio (organo di indirizzo e di controllo composto dai sindaci dei comuni membri dell'unione e da due consiglieri comunali, dei quali uno in rappresentanza delle opposizioni), da un presidente e da una giunta. E' prevista anche la figura del revisore dei conti. ''Dovevamo trovare una soluzione ritagliata sulla montagna e sulle sue innegabili esigenze - spiegano Reolon e Bond - Si trattava di trovare una sintesi tra la disciplina delle Comunita' montane e gli obblighi introdotti dalla legge sull'esigenza di associare servizi e funzioni dei comuni. La proposta della giunta avanzata la scorsa primavera era irricevibile e in parte contrastava con l'articolo 15 del nuovo Statuto regionale, laddove parla della specificita' del Bellunese. Ci eravamo impegnati a trovare una soluzione in tempi rapidi e cosi' e' stato - concludono i due consiglieri regionali bellunesi - Abbiamo chiesto che la proposta sia discussa in aula prima della pausa estiva, in modo che nei territori delle attuali comunita' montane non ci sia alcuna ripercussione ne' sui servizi erogati ne' sul piano occupazionale''.