COMUNICATI STAMPA
Gestire il bosco: le foreste e la politica si incontrano a Roma

Si è svolto mercoledì il 25 ottobre l’incontro “Gestire il bosco: una responsabilità sociale. Le foreste incontrano i rappresentanti della politica nazionale” presso la sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale, a piazza Montecitorio.

L’incontro è stato una vera e propria occasione di confronto per definire alcuni aspetti strategici per le politiche di gestione forestale: tutelare, valorizzare e quindi gestire attivamente il patrimonio forestale nazionale è una necessaria e urgente responsabilità sociale, economica, ambientale e quindi politica che il Paese deve assumersi. L'obiettivo diventa, altresì, quello di puntare alla conoscenza e alla diffusione della “cultura del bosco” considerando peraltro che i boschi italiani sono un bene comune, legato alla storia e alla cultura del nostro territorio di cui rappresentano il 39%.

Proprio per questa ragione, il patrimonio forestale nazionale e le sue filiere produttive, ambientali e socioculturali assumono un ruolo sempre più strategico e trasversale per il futuro del nostro Paese e in particolare per le Aree interne. Una corretta gestione delle foreste può rispondere efficacemente alle attuali necessità di governo del territorio, assetto idrogeologico, prevenzione antincendio e alle moderne esigenze economiche, produttive e occupazionali delle aree di montagna e interne del Paese, nonché ai precisi obblighi internazionali ed europei assunti dal Governo italiano in materia di ambiente e paesaggio, bioeconomia e green economy, e in particolare di lotta al cambiamento climatico, anche in relazione alla Strategia forestale dell’Unione Europea 2013. In questo senso la recente istituzione della Direzione Foreste del Ministero delle Politiche agricole, forestali e alimentari può assumere una fondamentale funzione di indirizzo.

Durante l’incontro sono stati presentati anche alcuni dati sintomatici: a fronte di una crescita delle superfici forestali con un incremento pari al 7,6% rispetto al 1990 - dovuto alla rigenerazione naturale e all’afforestazione - solo il 15,7% è sottoposto a una pianificazione di dettaglio, strumento fondamentale per garantire l’offerta di servizi ecosistemici in equilibrio con quella di prodotti commerciali (legname ad uso industriale e legna da ardere). All’aumento della superficie forestale, peraltro, non ha fatto seguito un incremento degli investimenti di gestione sul territorio: l’Italia risulta pertanto il paese più boscoso d’Europa ma non riesce a sfruttare al meglio questa grande risorsa, basti pensare che è il secondo importatore a livello europeo di pellet e legname ed è anche il penultimo Paese europeo per utilizzo del taglio dei boschi (all’ultimo posto c’è Malta), nonostante sia il primo esportatore europeo di prodotti in legno. Guardando poi al rapporto foreste-sviluppo rurale è emerso che ciò rappresenta soltanto lo 0,08% del valore aggiunto dell'economia italiana.

In questa direzione, un approfondimento specifico è stato dedicato al binomio sviluppo rurale e aree montane, partendo dalla Dichiarazione di Cork del 1996 per arrivare all’importanza del presidio umano in queste aree come garanzia, tra l’altro, di tutela del territorio, sostenibilità e sviluppo locale. Una politica di ripopolamento su cui anche la stessa Strategia per lo Sviluppo delle Aree Interne sta puntando.

Il confronto di mercoledìha voluto essere una prima occasione per far incontrare rappresentanti della politica e delle amministrazioni da una parte e i rappresentanti degli interessi socio-ambientali e imprenditoriali e il mondo accademico e scientifico dall’altra, al fine di ridare “valore al bosco” e alle attività a esso connesse, stimolando l’urgenza di una nuova e lungimirante stagione politica che garantisca e promuova un’azione efficace e congiunta tra le istituzioni competenti per la tutela, gestione e valorizzazione attiva e sostenibile del patrimonio forestale nazionale e delle sue filiere produttive, per lo sviluppo socio-economico delle aree interne nell’interesse del Paese e della società di oggi e di domani. 

Le esigenze emerse dall’incontro sono state le seguenti:

- promuovere l’armonizzazione, la semplificazione e l’integrazione normativa in ambito forestale, approvando in tempi brevi la nuova legge forestale nazionale, prevista all’art. 5 del Collegato agricolo del 2016;

- riconoscere il ruolo di coordinamento orizzontale e verticale e indirizzo nazionale in materia forestale del MIPAAF;

- dare piena attuazione a un rinnovato programma di indirizzo strategico nazionale in materia forestale;

- sostenere il ruolo del bosco e della gestione forestale  sostenibile, favorendo la nascita di green communities.

All’incontro era presente anche l’On. Enrico Borghi, Presidente UNCEM Nazionale e consigliere speciale per l’attuazione della Strategia Nazionale per lo sviluppo delle aree interne, il quale ha ribadito l’importanza di incontri di questa natura per avviare un necessario e non più procrastinabile ragionamento su base strategica e di lungo periodo. Il ruolo trasversale del bosco e delle sue filiere produttive deve tornare al centro dell’agenda politica nazionale e incontri di questo  tipo sono linfa per la discussione e l’elaborazione politica che si pone l’obiettivo di definire strumenti di programmazione strategica, con un chiaro riferimento anche al sistema di governance che andrà a programmare, gestire e vigilare il territorio.